Categoria: Ricette

La lecitina di soia

Qualcuno mi ha chiesto perché spesso nelle tavolette di cioccolata si legga "lecitina di..." (soia in genere ma anche girasole), e se questo è indice di qualità più scadente del cioccolato. Un esempio di eitchetta con l'ingrediente incriminato. Potete anche trovarla con il codice E322 Come sicuramente sapete il cioccolato si produce a partire dal... continua a leggere

Qualcuno a cui non piace il cioccolato c’è sempre

Ai tempi del Re Sole (avete presente il personaggio?) ancora non convincevano tutti le tre bevande magiche: caffè, the e cioccolata. Per esempio la teutonica “Liselotte” preferiva ben altro! Il tè mi fa pensare al fieno e allo sterco, il caffè alla fuliggine o ai semi di lupino e la cioccolata è troppo dolce per… continua a leggere

Ka-Ka-W(a)

Le origini di una parola In Guatemala, la terra di origine dei Maya, nel villaggio di Rio Azul, una giara di argilla ben conservata, di età anteriore al 500d.C., contenente residui di cacaoi e scoperta nel 1984, presenta alcuni pittogrammi maya che insieme compongono la parola “Ka-ka-w(a)”. Questa è la più antica iscrizione conosciuta della… continua a leggere

Cacao in polvere

“Cacao trattato con carbonato di potassio”Fa paura leggere i termini di chimica, soprattutto a chi con la chimica non ha niente a che spartire.Ma cosa significa questa frase? E perché a qualcuno è saltato in mente di trattare il cacao con questa sostanza? Facciamo un passo indietro: il carbonato di potassio è una sostanza da… continua a leggere

Forma o sostanza?

Che domande, entrambi! Facciamo un esperimento. Pensate a un piatto di spaghetti al pomodoro.Potete avere in mente il classico piatto fatto in casa, cotto senza tanto pensarci su, un sugo che “uno vale l’altro“, impiattato come capita e con una generosa grattata di un formaggio X.E mangiate, fine. Ora pensate a un ristorante fine, dove… continua a leggere

Candito Nathale

Io, i canditi, li ho sempre tolti dal panettone.

Bene, dopo questo outing, possiamo tutti stringerci le mani perché lo so: non sono la sola, ammettilo.
Se non tu, tuo fratello lo faceva, o la tua amica. O tuo figlio.
E non puoi dar loro torto!

Perché allora ci si ostina a infilare quelle armi che attentano al nostro palato natalizio nei soffici panettoni?

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Sì! Autunno! Cioccolata calda! Yeah!

Ragazzi, finalmente è arrivata la più maestosa delle stagioni: l’Autunno.
E sapete di cosa è il sinonimo, per me? Dell’inizio del periodo delle cioccolate in tazza!
Vi avverto fin da ora che sarò logorroica, in questo articolo, quindi tenetevelo per un momento in cui potrete rilassarvi. Magari con una tazza di cioccolata calda in mano…

Quindi dai, prepariamocene una.
Sì ma, come si fa la cioccolata calda?
Ci sono in effetti molte strade per arrivare alla delizia finale.

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Il Codice Fiorentino, dove si racconta come una brava azteca prepara la cioccolata

Vi è mai capitato di sentir dire che il cacao era talmente raro e prezioso che veniva utilizzato come moneta di scambio presso le popolazioni che vivevano nell’antico Messico? E che solo i ricchi potevano permettersi di includerlo nella propria dieta?
Anche il modo in cui si preparava il “cibo degli dei” deriva dalla stessa fonte di informazioni, che è un preziosissimo e unico manoscritto, ora noto come “Codice Fiorentino”.
Se vi interessa l’argomento, di seguito ve ne parlo più estesamente!

Il vero titolo del codice è “Historia general de las cosas de Nueva España” ed è una preziosa testimonianza del momento di incontro (e ancora non scontro) tra la popolazione europea e quella nativa del centro America.
Si presenta diviso in due colonne, a sinistra in spagnolo e a destra nella lingua indigena (nahuatl) “alfabetizzata” in quanto era tradizionalmente rappresentata in “scrittura-pittura” e non scritta in modo alfabetico come siamo abituati noi.
Curiosità: le bellissime illustrazioni che accompagnano i testi sono, di fatto, un adattamento di questa “scrittura-pittura” che serviva laddove le parole non erano sufficienti.

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